Ritardo aereo: come ottenere il rimborso

Il ritardo aereo è uno degli imprevisti più fastidiosi e costosi per i viaggiatori. Quando la partenza ritarda dalle 2 alle 5 ore, non solo si è costretti a sostare nelle aree d’attesa dell’aeroporto, ma anche a trascorrere il tempo spendendo per mangiare, bere e per acquistare un giornale all’occorrenza, in attesa di notizie sul volo. Come ottenere il rimborso dei ritardo aereo? Esiste una tutela specifica e cosa dice in tema la Carta dei Diritti del Passeggero? Ecco le risposte.




Assicurazioni ritardi viaggiUna, due tre, ore: il tempo sembra non passare mai quando l’aereo tarda a decollare. I passeggeri più fortunati potranno partire per le vacanze (con un po’ di pazienza), altri invece rischiano la cancellazione del volo (le migliori assicurazioni viaggio per tutelarti le trovi con il comparatore di SosTariffe.it). Fra gli imprevisti di viaggio più frequenti, fastidiosi e costosi c’è il ritardo aereo, comunicato in aeroporto quando ci si trova già nelle sale d’attesa per l’imbarco. Durante il ritardo aereo i passeggeri rimangono “bloccati” in attesa di notizie, devono aspettare la successiva chiamata del volo, e nel mentre, esaudire esigenze necessarie come mangiare e bere. Come ottenere il rimborso del ritardo aereo? Naturalmente il viaggiatore non ha colpa, e la responsabilità è tutta della compagnia aerea ma attenzione: esistono casi di esclusione del risarcimento.

Se il volo viene cancellato dal vettore per questioni non imputabili, come la presenza di condizioni meteo che impediscono la partenza, al passeggero non spetta alcun risarcimento, ed è per questo che molte persone acquistano polizze viaggio per tutelarsi. Tornando al ritardo aereo nello specifico, esiste un documento contenente norme a protezione dei viaggiatori, chiamato Carta dei Diritti del Passeggero: ecco cosa prevede.

Carta dei Diritti del Passeggero e ritardo aereo

Molte risposte alle domande su come ottenere il rimborso del ritardo aereo le fornisce la Carta dei Diritti del Passeggero, la cui tutela è applicabile a tutte le partenze UE oppure se arrivi nell’UE con una compagnia di un Paese UE o di Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il documento afferma che i passeggeri nei casi di cancellazione, overbooking e negato imbarco hanno diritto ad essere trasportati a destinazione anche con mezzi di trasporto alternativi o, in alternativa, a farsi rimborsare il biglietto o ancora, essere trasportati gratuitamente a destinazione. Se si tratta di ritardo aereo che supera le 5 ore invece, si ha diritto ad un vero e proprio risarcimento.

  • Compensazione: la Carta afferma che, in base alla lunghezza del volo, il passeggero ha diritto ad un rimborso da 250 a 600 euro nei casi di cancellazione, negato imbarco o ritardo superiore alle 3 ore.
  • Mangiare e dormire: riguardo a vitto e alloggio, la Carta afferma che il passeggero ha diritto a pasti e bevande commisurati al ritardo, a servizi di comunicazione e, se necessario, al pernottamento.

Le persone che soffrono di mobilità ridotta e i bambini non accompagnati hanno priorità nel ricevere assistenza.

Cosa si intende per rimborso ritardo aereo in base alla lunghezza del volo? Anche in questo caso la Carta dei Diritti del Passeggero fornisce informazioni dettagliate. I passeggeri hanno diritto 250 euro per le tratte fino a 1.500 km, 400 euro per le tratte di lunghezza superiore (voli da e verso l’UE), oppure a 600 per le tratte lunghe sui voli internazionali, superiori a 3.500 km. E’ importante sapere comunque che se la compagnia propone un volo simile a quello prenotato, il rimborso può essere ridotto del 50%. Il rimborso non è invece possibile, come accennato, se le condizioni metereologiche non consentono la partenza, se la compagnia ha già proposto un volo simile o se la cancellazione è stata comunicata con due settimane di anticipo.

Come ottenere il rimborso per ritardo aereo?

La procedura per ottenere il rimborso è molto semplice, basta scaricare dal portale Europa.eu il modulo di reclamo, compilarlo, firmarlo, inviarlo alla compagnia aerea e tenere una copia per sé. Se il vettore non risponde, la tutela dei viaggiatori passa agli organismi nazionali di competenza (l’elenco si può scaricare in formato Pfd sullo stesso portale).




5 consigli per guidare in sicurezza d’estate

L’afa e le alte temperature di luglio e agosto mettono alla prova tutti, dagli automobilisti ai trasportatori. C’è chi si trova al volante per lavoro ed è costretto a spostarsi da un angolo all’altro della città o dello Stivale, c’è chi è già in ferie e tuttavia rimane bloccato nel traffico in tilt con 40° gradi da sopportare. Insofferenza, stress ma anche malori improvvisi: è in estate che bisogna leggere attentamente 5 consigli essenziali per guidare in sicurezza ed evitare gli incidenti.




Guida sicura viaggi auto estateD’estate, quando le temperature salgono di molti gradi, l’auto può trasformarsi in un contenitore metallico dal quale si desidera scendere al più presto, vuoi per l’insofferenza data dal caldo o per lo stress causato dal traffico che intasa strada e autostrade. Purtroppo chi non si informa adeguatamente sulle strategie da adottare per proteggersi può andare incontro a malori, dal semplice colpo di calore agli attacchi di panico. Leggere 5 consigli per guidare in sicurezza d’estate per questo, è utile agli automobilisti ma soprattutto agli autotrasportatori e a tutte quelle persone che in alta stagione devono muoversi per motivi di lavoro. Ecco come evitare incidenti e guasti utilizzando opportuni accorgimenti (per confrontare i prezzi Rca e munirti della copertura più completa, utilizza il comparatore assicurazioni di SosTariffe.it).

Manutenzione della vettura d’estate

Anche se le ferie si stanno avvicinando e non si ha voglia di occupare il proprio tempo dedicandolo alla manutenzione dell’auto, è invece questo il momento più giusto per farlo, specie per chi utilizza la macchina per recarsi nella località di villeggiatura. Perché rischiare di rovinarsi la vacanza per un guasto, o peggio per un sinistro provocato dal mancato check-up?

Prima di partire dunque, è essenziale controllare che i pneumatici non siano sgonfi o usurati, e in quest’ultimo caso cambiarli o provvedere alla sostituzione delle gomme invernali con quelle estive. Anche controllare il funzionamento di tutte le luci è importante, senza dimenticare altre piccole accortezze, come la verifica dei tergicristalli, del livello dell’olio e, non da meno, il corretto funzionamento del condizionatore: l’unico strumento in grado di contrastare il caldo asfissiante.

5 consigli anti-caldo per guidare in sicurezza

Manutenzione a parte, il caldo d’estate può provocare anche malori. Ecco 5 consigli per guidare in sicurezza d’estate:

  1. dopo aver trascorso la giornata in spiaggia, è preferibile fare una doccia fredda, bere molta acqua e riposarsi prima di mettersi alla guida ed affrontare un viaggio di chilometri e chilometri. Prendendo molto sole, specialmente sul viso, non solo ci si stanca ma anche i riflessi e la vista ne risentono. Per evitare invece gli attacchi di panico, meglio non fumare e non assumere bevande alcoliche (il che è sempre e comunque sconsigliato prima di mettersi al volante);
  2. quando l’auto sosta sotto il sole cocente, la temperatura nell’abitacolo sale vertiginosamente in poco tempo. Dopo pochi minuti può salire di ben 10, per questo è bene parcheggiare sempre all’ombra oppure, prima di salire, aprire tutti i finestrini per far passare l’aria e attivare il condizionatore;
  3. fra i 5 consigli per guidare in sicurezza d’estate, affrontando il caldo, non può mancare un rimedio semplice ma efficace: ovvero disporre una cortina riflettente pieghevole sul cruscotto, che diminuisce il penetrare dei raggi solari e il surriscaldamento dell’abitacolo;
  4. per evitare lo stress, basta non mettersi alla guida negli orari di punta estivi oppure durante gli esodi, in modo da non rimanere intrappolati nell’afa e nel traffico in tilt. Se non si può fare a meno di rimanere in coda per motivi di lavoro invece, si consiglia di mettere in pratica i consigli ai punti 1, 2 e 3;

l’ultimo dei consigli per guidare in sicurezza d’estate non è un rimedio anti-caldo, ma vale tutto l’anno. Adottare uno stile di guida prudente è essenziale per evitare gli incidenti, così come acquistare una polizza Rc auto completa garantisce la massima protezione contro i pericoli della strada.




In aumento i casi di reclamo all’assicurazione

Con comunicato stampa del 17 giugno 2016 l’Ivass, Istituto di Vigilanza sulla Assicurazioni, ha pubblicato i dati più recenti sui casi di reclamo all’assicurazione, inviati direttamente dalle imprese italiane (i dati sulle imprese estere autorizzate ad operare nel settore Rca sraranno disponibili dal 2016). Solo il comparto Rc auto ha ricevuto 52.150 reclami nel 2015 con un aumento del 14,5% rispetto al 2014. Di seguito l’approfondimento.




Reclami assicurazioni auto e motoGli assicurati italiani hanno di che lamentarsi, specie con riferimento alle pratiche di risarcimento e alla poca trasparenza delle condizioni assicurative. A rivelarlo sono i dati pubblicati dall’Ivass con il comunicato del 17 giugno scorso, dai quali emerge l’inequivocabile aumento dei casi di reclamo all’assicurazione. Il reclamo è appunto lo strumento attraverso il quale il consumatore-assicurato, lamenta il mancato rispetto degli obblighi gravanti sulle compagnia in virtù della sottoscrizione di un contratto di polizza Rc auto, Rc moto, vita, casa o viaggi. Non di rado le compagnie di assicurazione violano i doveri essenziali come:

  • gli obblighi di chiarezza e trasparenza verso l’assicurato, sin dalla formulazione del preventivo (cerchi l’offerta più economica? Confronta le assicurazioni con SosTariffe.it);
  • l’obbligo di risarcire il cliente al verificarsi dell’evento coperto;
  • l’obbligo di garantire il diritto di recesso.

Come si è espressa l’Ivass, i dati sul reclamo all’assicurazione, sono la “cartina tornasole” del livello di qualità dei prodotti e dei servizi assicurativi. I reclami relativi al 2015 gestiti a tutto il 2015 dall’Ivass, sono ben 22mila, e riguardano tutti i rami del mercato. Il primo passo per l’assicurato è infatti quello di rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa e, in caso di mancata risoluzione del problema, all’Ivass, che interviene in caso di violazione delle norme di legge e di comportamenti non corretti e trasparenti.

Ogni anno l’Istituto di Vigilanza pubblica i dati ricevuti da tutte le assicurazioni italiane sulle lamentele presentate dai clienti, inviate ogni 6 mesi dalle stesse imprese. Nel 2015 i casi di reclamo all’assicurazione inviati dalle compagnie all’Ivass ammontano a 106mila, contro i 22mila gestiti dall’Ivass per mancata risoluzione dell’impresa.

Di seguito, si riportano i dati contenuti nel comunicato.

 

I numeri dei reclami alle assicurazioni

Nel 2015 le imprese di assicurazione italiane hanno ricevuto 106.908 reclami (+14,1% rispetto al 2014), il 77% relativi ai rami danni e il 23% a quelli vita (a fronte, rispettivamente, del 78% e 22% del 2014). Il ramo Rc auto è il segmento più critico perché vanta il 48,8% dei reclami per ritardi e inefficienze nella gestione dei sinistri. Negli altri rami danni invece il reclamo all’assicurazione si riferisce perlopiù a ritardi nel pagamento delle somme assicurate o a contestazioni dell’impresa sull’operatività della garanzia. Riguardo alle assicurazioni vita, le lamentele dei consumatori si concentrano sulle polizze miste e riguardano soprattutto la fase liquidativa per ritardi nel pagamento di riscatti e somme a scadenza caso morte.

La buona notizia è solo per le compagnie assicurative. L’aumento dei casi di reclamo all’assicurazione infatti non ha inciso particolarmente sulla raccolta premi perché in media, per ogni milione di incassi ricevuti, le imprese hanno subito 1,61 reclami (l’incidenza sale a 3,41 solo con riferimento al ramo Rc auto).

I reclami inviati dai consumatori e gestiti direttamente dalla compagnia, sono stati accolti nel 34% dei casi, una percentuale –purtroppo- molto bassa. Nel 53% dei casi il reclamo all’assicurazione è infatti stato respinto. Il tempo medio di risposta per il reclamanti è stato di 21 giorni nel 2015, con una lieve diminuzione rispetto a 2014 (23 giorni di attesa per l’esito) ma rimane inferiore al termine regolamentare di 45 giorni.