Assicurazione auto per danni derivanti da eventi atmosferici



Il mercato delle polizze assicurative prevede delle coperture e dei risarcimenti anche per quel che riguarda eventuali danni che possano essere causati da agenti atmosferici.

Questo tipo di polizze in Italia non sono molto diffuse proprio perché il nostro non è ancora considerato (erroneamente) un paese nel quale si verificano eventi particolarmente catastrofici a livello atmosferico.

Comunque è bene sapere che esistono, e che è bene capire come funzionano.

Questo tipo di polizze può essere offerto da quasi tutte le compagnie che si occupano di assicurazioni auto.
Si tratta in ogni caso di polizze non obbligatorie per legge, e spetta all’assicurato decidere di stipularle o no. Ma a differenza delle altre polizze facoltative, essa è facoltativa anche per l’assicuratore, nel senso che egli può decidere o meno se fornire questo tipo di servizio quando e se gli venga richiesto.

Gli eventi coperti da questo tipo di polizza sono i più svariati, dalle tempeste, alle bufere, alle grandinate, alle frane, alle inondazioni, trombe d’aria o slavine, inondazioni, ecc. Quindi è abbastanza palese come, in un paese quale l’Italia questo tipo di polizza sia praticamente quasi del tutto inutile, essendo il nostro clima completamente estraneo a molti di questi eventi. Diciamo che questa polizza potrebbe servire a tutti quegli italiani che ritengono di abitare in zone a particolare rischio idrogeologico, come i telegiornali degli ultimi ci hanno ben evidenziato diverse volte.

La polizza contro gli eventi atmosferici, poi, non copre assolutamente i danni arrecati da eventuali incendi.
I contratti di questo genere hanno comunque la caratteristica di essere particolarmente flessibili, nel senso che l’assicurato e l’assicuratore possono inserire al loro interno delle clausole che riescano in qualche modo ad avvicinare la copertura per la quale si paga il premio a quei rischi che, tra quelli sopra elencati, si ritengano più probabili nella zona in cui si vive.

Il risarcimento di queste polizze copre qualsiasi tipo di danno arrecato al veicolo nell’eventualità in cui si verifichi uno di questi eventi, sia per quanto riguarda le riparazioni di un veicolo non completamente distrutto, sia per quanto riguarda l’eventuale sostituzione di un veicolo non più utilizzabile. Il valore che viene rimborsato è comunque quello che il veicolo aveva nel momento in cui ha subìto i danni, in base alle quotazioni dello stesso da parte delle riviste specializzate, come ad esempio Quattroruote.

Per richiedere il risarcimento alla compagnia assicurativa è assolutamente necessario presentare preventivamente una denuncia alle autorità competenti o, in alternativa, ci si rifà alla testimonianza dell’osservatorio meteorologico più vicino.

Rimborso diretto dei sinistri e procedura CONSAP: istruzioni per l’uso



Proseguendo nella propria campagna d’informazione e sensibilizzazione dei soci e, più in generale, degli appassionati, il RIVS – Registro Italiano Veicoli Storici, è tornato ad affrontare lo scottante argomento delle RC Auto riservate ai veicoli d’interesse storico.

Occasione per incontrarsi è stato il Raduno “Sport, Motori e Solidarietà”, svoltosi a Sarmeola di Rubano (PD) Domenica 8 maggio 2011, nel corso del quale i presenti hanno potuto partecipare ad un dibattito sul tema delle agevolazioni, pubbliche e private, che permettono ai possessori di veicoli storici di contenere i costi di gestione dei propri mezzi.

Accanto ad argomenti quali la riduzione del bollo e dell’IPT, grande spazio è stato ovviamente destinato ai prodotti assicurativi studiati specificatamente per i veicoli storici, e in particolare alle strategie da adottare per conservare nel tempo le convenzioni e in particolare alla possibilità di evitare molti problemi ricorrendo al risarcimento diretto o, in extrema ratio, rivolgendosi alla Consap.

Per rimborsare direttamente il sinistro vi basterà semplicemente, una volta fatta una stima del danno complessivo, pagare alla controparte (o farsi pagare in caso in cui abbiate ragione) la cifra pattuita per il danno, tutelandosi con una dichiarazione, firmata da ambo le parti, che notifichi l’avvenuto ristoro del danno causato e la rinuncia a richiedere in futuro alcun tipo di risarcimento ulteriore per il sinistro oggetto della dichiarazione.

Come già anticipato, il rimborso diretto non è l’unica via da seguire; anche quando l’accordo con la controparte risulta impossibile e il danno è già stato risarcito dalla compagnia, è ancora possibile evitare tutti i problemi legati ad un attestato di rischio in cui risulti un sinistro. In questo secondo caso, difatti, è possibile risarcire direttamente alla compagnia la cifra versata per il sinistro, riottenendo così la propria classe di merito o, nel caso di una polizza storica sottoscritta col RIVS, la possibilità di assicurare nuovamente il proprio veicolo con una polizza a tariffa agevolata.

Per questa procedura è competente una struttura apposita, il Consap – Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, ente preposto a seguire le pratiche risarcitorie delle compagnie assicurative. Sul sito dell’ente sono presenti tutti gli strumenti per avere dettagli sul proprio sinistro ed è disponibile una breve guida che illustra le modalità per procedere con la richiesta.

Al fine di rimborsare il sinistro ci si può rivolgere direttamente alla Stanza di compensazione c/o CONSAP- Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. – Via Yser 14 – 00198 Roma, per conoscere l’importo dei sinistri pagati dei quali si è stati responsabili, oppure ci si può rivolgere al proprio intermediario (agente, broker) che fornirà ulteriori informazioni e potrà effettuare per conto del contraente della polizza assicurativa del veicolo responsabile la richiesta per l’acquisizione dell’informazione sull’importo del sinistro.

E’ stato stimato che la perdita di due classi di merito costa in media ad ogni assicurato circa 150 euro per ciascun anno, fino al raggiungimento della classe prima, immaginate dunque di passare, a causa di un sinistro, dalla ottava alla decima classe. Questo piccolo balzo vi costerà circa 1500 euro, senza contare il fisiologico aumento Istat delle tariffe.

Ancora peggiore la situazione per i possessori di veicoli storici che, posti di fronte all’impossibilità di rinnovare la propria assicurazione storica e alla necessità di assicurare con un R.C.A. normale il proprio veicolo anziché con un’assicurazione dedicata, subiranno un drastico e subitaneo aumento della propria tariffa. Senza considerare poi che tale situazione si ripercuoterà anche su coloro che non sono stati coinvolti in sinistri, con una sempre maggiore difficoltà da parte delle associazioni di appassionati di stringere accordi assicurativi stabili e convenienti con le varie compagnie.

Vantaggi delle assicurazioni per le auto storiche



Molti automobilisti preferiscono acquistare o evitare di rottamare un veicolo immatricolato nel secolo scorso, pur di risparmiare una cifra consistente per la Rc Auto e di bollo.
Infatti, i veicoli con più di 20 anni (sia auto che moto) possono essere considerati veicoli storici e quindi beneficiare delle agevolazioni previste da alcune compagnie assicuratrici.
E’ il caso di ribadire che le compagnie assicuratrici non hanno l’obbligo di vendere polizze per i veicoli storici, in quanto si tratta di specifiche convenzioni che le compagnie stipulano con auto e moto club, per consentire ai veicoli ultraventennali di ottenere una Rc Auto a prezzi ridotti.

E’ dibattuta la questione se i 20 anni debbano decorrere dalla data di costruzione o dalla data di immatricolazione riportata sul libretto di circolazione.
L’ASI afferma che ci si possa riferire all’una piuttosto che all’altra data, ma è bene evidenziare che alcune compagnie assicuratrici richiedono come requisito indispensabile il decorso del tempo dal momento dell’immatricolazione, cioè dalla data riportata sul libretto di circolazione.

Infatti può capitare che un veicolo sia stato costruito 21 anni fa, ma immatricolato dopo 2 anni, per cui se si considera come requisito indispensabile la data di immatricolazione, questo veicolo non potrà appartenere alla categoria dei veicoli storici almeno fino al prossimo anno.

Per ottenere la dichiarazione di veicolo storico è necessario acquisire un esplicito riconoscimento da parte dell’ASI (Auto Storiche Italiane).
L’ASI, però, non rilascia direttamente questa attestazione, è invece necessario rivolgersi ad un auto o moto club riconosciuto dall’ASI.
Il club di riferimento esercita una mediazione tra l’automobilista e l’ASI, inviando a quest’ultima le foto e la richiesta di riconoscimento di auto storica, ricevute dal proprietario del veicolo.
Il veicolo deve essere in buono stato e con i documenti in regola, in caso contrario L’ASI può respingere la richiesta di iscrizione.

Ottenuta l’attestazione ASI si avrà diritto alla riduzione della tassa di possesso (bollo auto) e alla possibilità di acquistare una polizza per la responsabilità civile presso le compagnie assicuratrici convenzionate.
Il costo per l’iscrizione ASI è di 41,32 Euro, al quale bisogna aggiungere la quota associativa degli auto o moto club, che può variare da club a club.
Le polizze per auto storiche sono generalmente con classe di merito fissa, cioè non prevedono il sistema del bonus-malus, ma esistono anche polizze che prevedono l’applicazione del bonus o del malus in relazione alla condotta di guida dell’assicurato.
Alcune polizze vengono fornite automaticamente con la clausola della “guida libera” senza richiedere l’aggiunta di un sovrappremio, in questo modo non si limita l’utilizzo del veicolo al solo proprietario-assicurato.

Gli appassionati di auto storiche che posseggono più veicoli con queste caratteristiche possono usufruire delle “formule garage”, particolari convenzioni che permettono all’assicurato di pagare un premio forfettario o decisamente conveniente per tutte le auto.

Quando si stipula una polizza di questo tipo è buona regola controllare che non contenga delle limitazioni alla circolazione, poiché in alcuni casi all’assicurato viene imposto di circolare solo in occasione di manifestazioni o raduni.

I veicoli storici hanno l’obbligo di essere sottoposti a revisione periodica ogni 2 anni.