Assicurazione per gli impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica



Quando si decide di installare un impianto fotovoltaico, soprattutto se con contratti particolari e/o agevolati, bisogna includere una polizza assicurativa che spesso viene richiesta obbligatoriamente. Anche se non dovesse essere obbligatoria ci sentiamo di consigliarla vivamente dato l’alto tasso di furti che alcuni impianti subiscono.

Vi riportiamo l’esempio di tre tipi di contratti che potrebbero aiutarvi a capire meglio come funzionano e cosa offrono.

“Sole amico” del Gruppo Fondiaria SAI
La polizza SAI è dedicata ad impianti che sviluppano un minimo di 3 kWp, e garantisce un risarcimento nel caso in cui i pannelli venissero danneggiati da grandine, forti raffiche di vento, fulmini, guasto generale e furto.
Per il periodo in cui l’impianto dovesse rimanere inattivo a causa della straordinaria manutenzione, la polizza risarcisce il mancato guadagno.
Ci sono poi opzioni aggiuntive che comportano il risarcimento dovuto a danni derivanti da atti vandalici, furto o rapina. Un’altra interessante opzione è la Kasko, cioè un sorta di all-inclusive che copre l’impianto da qualunque tipo di danneggiamento, incluso il fatto che l’impianto potrebbe danneggiare case o strutture adiacenti.

Zurich – Solar Power All Risk
La polizza della società Zurich offre una copertura di “base” chiamata “property”; essa può essere ampliata con diverse opzioni aggiuntive, come d’altronde accade per qualunque polizza.
La Zurich copre da danni causati da incendio, fenomeni atmosferici, rotture di tipo meccanico della struttura o dei pannelli, ed elettrico. Copre anche per problemi dovuti a difetti di fabbricazione e di progetto, danni causati da materiale difettoso o sovratensioni elettriche, danni causati a terze persone, atti vandalici in genere.
Anche la polizza Zurich copre il mancato guadagno dovuto al guasto dell’impianto, ma questa è una copertura che più o meno tutte le polizze offrono.

Consorzio CAES – Consorzio Assicurativo Etico Solidale
E’ una polizza molto simile alle altre, solo che il fatto di essere eco solidale può dare maggiori garanzie al fatto che il denaro guadagnato andrà a finanziare progetti e iniziative di maggiore aiuto per la popolazione più sfortunata e povera del mondo.
Questa assicurazione copre danni ad impianti con potenze fino a 200 kWp e garantisce un indennizzo per danni provocati da un qualsiasi evento improvviso e accidentale, inclusi gli eventi atmosferici, l’incendio, gli accadimenti socio politici, guasti meccanici o elettrici. Si può scegliere anche la copertura contro il furto.
Molte assicurazioni, inclusa questa, prevedono che per impianti di alta potenza (in questo caso superiore a 50 kWp) ci sia un sistema di video sorveglianza.

Aumenta il costo dell’assicurazione perché aumenta l’imposta in 68 province



Dopo l’Imu e l’addizionale Irpef aumenta anche l’imposta provinciale sulle assicurazioni auto.

E così l’ennesimo aumento si scarica nuovamente sulle auto degli italiani, che già devono sopportare un costo vertiginoso di benzina e gasolio che, lo ricordiamo, non è assolutamente dovuto ad una variazione del costo del petrolio ma alle tasse applicatevi nei decenni precedenti.

Rispetto al 2011, nel 2012 costerà l’1,5% in più assicurare la propria auto, circa 11 euro pro capite.

L’anno in cui venne dato alle provincie la facoltà di aumentare l’imposta è stato il 2010 (anno in cui nacque il federalismo fiscale), e se paragoniamo il 2012 con due anni fa vediamo che l’aumento sulle assicurazioni è stato del 2,5%.

Una magra consolazione è che forse solo 68 province, su 109 totali, applicheranno questo aumento sulla polizza auto. Nel 2011 erano 36.
A conti fatti, il totale dell’aliquota passerà mediamente dal 12,5% del 2010 al 15,1% del 2012.

Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, sottolinea che “L’imposta Rc Auto da sola, con oltre 1,8 miliardi, rappresenta il 40,9% del totale delle entrate da tasse e tributi delle Province che ammontano ad oltre 4,4 miliardi di euro. Per i contribuenti si tratta di un aumento medio per il 2012 di 11 euro annui, passando dai 102 euro dello scorso anno a oltre 113 euro per quest’anno. Rispetto al 2010 l’imposta è aumentata di 19 euro. Aumenti che si aggiungono a quelli dei premi assicurativi decisi dalle compagnie”.

Come si può risparmiare sull’assicurazione auto?
Ormai tutto è diventato contrattazione. L’unico modo che un automobilista ha per risparmiare sulla polizza auto è confrontarla con altre, magari scegliendo il metodo on-line.
Una cosa importante da ricordare è di controllare se la propria polizza abbia o meno il tacito rinnovo, perché se è presente dovete ricordarvi di comunicare alla compagnia la volontà di recedere dal contratto con una raccomandata r/r entro i tempi indicati.
Confrontare online oppure di persona, presso diverse compagnie della propria zona, se è possibile risparmiare dovrebbe essere un’abitudine da applicare ogni 2-3 anni dall’apertura di un’altra polizza.

Come ottenere un risarcimento dalla propria assicurazione



Da quando è entrata in vigore la procedura di risarcimento diretto (1 febbraio 2007), denominata CARD, chi subisce un sinistro stradale senza esserne il responsabile o essendolo solo in parte, può richiedere il risarcimento del danno direttamente alla propria assicurazione.
Questa opportunità permette all’assicurato di ottenere in tempi brevi il risarcimento del danno subìto, a patto che l’incidente rientri nella casistica stabilita dalla legge.

Prima del 2007 esisteva una normativa, analoga a quella del risarcimento diretto, denominata “convenzione CID” (convenzione di indennizzo diretto), in base alla quale un assicurato poteva richiedere direttamente al proprio assicuratore il risarcimento del danno soltanto se le parti coinvolte nel sinistro compilavano il cosiddetto “modulo blu” (la CAI).
Oggi invece è possibile rivolgersi alla propria assicurazione anche quando la CAI non è corredata dalla firma del responsabile. Certamente una constatazione provvista di entrambe le firme e di alcuni dati importanti, quali la presenza di feriti, di testimoni o l’intervento delle forze dell’ordine rende più snelli e veloci i tempi per la liquidazione del danno, ma la convenzione CARD si applica anche se la persona che ha provocato il sinistro dovesse rifiutarsi di firmare il modulo blu.
Anche in questo caso, infatti, si usufruisce del risarcimento diretto, ma i termini della liquidazione raddoppiano (60 giorni) rispetto a quelli previsti per un modulo blu a doppia firma, l’importante è che la parte riservata al veicolo della persona che ha causato il sinistro riporti i dati relativi alla targa e alla compagnia assicuratrice.

Per ottenere l’indennizzo direttamente dalla propria compagnia, il sinistro deve avere determinate caratteristiche:

  • avvenire sul territorio italiano (inclusi RSM e Città del Vaticano);
  • riguardare non più di 2 veicoli;
  • causare eventuali danni fisici non oltre il 9% di invalidità permanente;
  • se avviene con un ciclomotore, si avrà diritto all’indennizzo diretto soltanto se il ciclomotore è stato immesso in circolazione dopo il 14 luglio 2006, oppure se ha aderito volontariamente al nuovo regime di targatura.

Se il sinistro non rispetta tali condizioni si dovrà chiedere il risarcimento alla compagnia di controparte, secondo le modalità previste dalla vecchia procedura.

La fase successiva alla compilazione della CAI riguarda la presentazione della modulistica al proprio assicuratore, il quale compilerà la richiesta di risarcimento del danno, indicando anche in quale luogo si trova l’auto per un’eventuale perizia.
Il perito incaricato dalla propria compagnia è tenuto a svolgere gli opportuni accertamenti entro 8 giorni dall’invio delle richiesta di risarcimento.
I termini che la compagnia deve rispettare per proporre all’assicurato la somma a titolo di risarcimento, devono essere di 30 giorni se la CAI riporta la firma di tutti e due i conducenti; di 60 giorni se è presente solo la firma di chi ha subìto il danno; di 90 giorni se oltre ai danni materiali vi sono anche lesioni fisiche. Entro 15 giorni dall’offerta di risarcimento la compagnia è obbligata e liquidare il danno anche se l’assicurato non ritiene soddisfacente la somma proposta dall’assicuratore.