Il Fondo vittime della strada: cosa è e come accedervi



Il Fondo di garanzia per le vittime della strada (più brevemente Fondo vittime della strada) è un organismo nato quando è stata attuata la Convenzione di Strasburgo del 1959 e, in Italia è regolato dal Nuovo Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs 209/2005).

Il Fondo vittime della strada ha il compito di risarcire una vittima di un incidente stradale nel caso in cui ci siano dei motivi per cui non è possibile avere un indennizzo da parte dell’assicurazione della controparte.

Bisogna intanto dire che le difficoltà economiche che stanno vivendo le famiglie sta obbligando molti automobilisti a ricorrere ad assicurazioni che spesso sono troppo economiche. Infatti dilagano sempre più false assicurazioni, o truffatori, che vendono polizze a prezzi talmente bassi da non farci più rendere conto che forse siamo vittime di un raggiro.

In altri casi, a causare un incidente può essere qualcuno che non si ferma, e scappando impedisce l’accertamento del veicolo e la possibilità di risarcimento.

Poi ci sono gli automobilisti che guidano consapevolmente con un contrassegno falso recante una data di scadenza ancora da venire ma in realtà senza alcuna copertura assicurativa.

Per gli automobilisti sorpresi senza polizza oppure con una polizza scaduta/falsa le conseguenze penali e civili sono gravissime; pensiamo, ad esempio, ad un incidente con un morto causato da un automobilista senza copertura assicurativa!

Per tutti questi casi esiste, per fortuna, il Fondo vittime della strada.

QUANDO COPRE IL FONDO

Il Fondo copre i danni nei seguenti casi:

– in caso di veicolo sprovvisto di assicurazione, danni alle persone con una franchigia di 500 euro;

– in caso di veicolo non identificato, danni totali alle persone;

– veicoli assicurati con una compagnia in fallimento e veicoli rubati, risarcimento alle persone.

La massima cifra risarcibile è prevista per legge ed è fino al massimale minimo vigente per legge.

IN CASO DI INCIDENTE

Se doveste avere la sfortuna di essere coinvolti in un incidente dove si paventa la possibilità di chiedere il risarcimento al Fondo vittime della strada, è fondamentale far arrivare il prima possibile le forze dell’ordine, in quanto solo loro possono mettere per iscritto tutta la dinamica che aiuterà i danneggiati ad avere un risarcimento dal Fondo.

I NOSTRI CONSIGLI

Quello che possiamo consigliarvi è innanzitutto di controllare sempre i dati riportati nel contratto assicurativo per essere sicuri di avere copertura assicurativa (dati personali e dati del veicolo). Secondariamente è importate fare delle ricerche se vi capita di ottenere un preventivo bassissimo da una società assicurativa sconosciuta.

Per qualunque delucidazione, l’associazione di riferimento è l’AIVIS (Associazione Italiana Vittime Infortuni della Strada).

Polizza privata medica sanitaria per la salute



Le polizze per le malattie (dette anche polizze sanitarie) sono utili a coprire quelle spese necessarie a farmaci o operazioni chirurgiche.
Anche se in Italia il Servizio Sanitario è gratuito, ci sono particolari situazione mediche in cui un paziente preferisce una struttura privata ad una pubblica. E poi, purtroppo, non tutti gli ospedali pubblici sono sempre all’altezza delle aspettative del paziente.

Queste polizze non sono mai state molto diffuse in Italia per l’alto costo annuo, ma anche perché non tutti le stipulano essendoci il SSN (gratuito).

Per alcuni, le polizze per malattia hanno pochi ma grandi difetti. Ad esempio non coprono le stesse spese che è possibile avere con l’SSN, come può essere il dentista. Inoltre è raro che risarciscano le spese per esami diagnostici se non inerenti alla patologia dell’operazione chirurgica.

Ecco perché vengono suddivise in “complete” e “parziali”: le prime coprono le spese mediche per malattia, infortunio e interventi chirurgici; le seconde risarciscono solo le spese sostenute per malattie o interventi gravi (bisogna leggere sempre molto bene il contratto della polizza).

I VANTAGGI

Le persone che stipulano queste polizze lo fanno perché sfiduciate dall’SSN e, quindi, vogliono un servizio migliore, più affidabile ed efficiente.
Le polizze a copertura totale costano tantissimo (è roba da ricchi), perciò nella maggior parte dei casi bisogna pagare di tasca propria un percentuale compresa tra il 20% e il 30%.
Nella maggior parte dei casi, quando si viene ricoverati vengono rimborsate la retta delle degenza, l’assistenza medica, le spese di fisioterapia e rieducazione fisica, le cure e i medicinali. Spesso vengono rimborsate anche le spese di vitto e alloggio per un accompagnatore, oltre ai costi del trasporto di ambulanza.
Le visite specialistiche vengono rimborsate solo se inerenti al caso medico e se sono state effettuate entro 90 giorni dall’operazione.
Dopo l’intervento verranno coperte le spese sostenute per accertamenti diagnostici, farmaci, prestazioni mediche, infermieristiche, fisioterapia e cure termali, solo se inerenti alla malattia o all’infortunio che ha richiesto il ricovero o l’intervento chirurgico.

COSA NON E’ COPERTO

Le polizze malattia non coprono solitamente i costi sostenuti per la chirurgia estetica, per i danni alla salute causati da abuso di alcolici e/o droghe (compresi gli psicofarmaci), le cure legate alle diete dimagranti, gli interventi agli occhi per ridurre la mancanza di diottrie, la manutenzione e riparazione di protesi. Gli interventi ai denti sono a volte risarciti solo se i problemi sono stati provocati da un incidente o da un tumore maligno.

Obbligo di assicurazione Rc per tutti i professionisti italiani



Dal 13 agosto di quest’anno, una legge italiana obbligherà tutti gli aderenti ai 28 albi dei professionisti di stipulare una polizza assicurativa di Responsabilità Civile.

Leggendo l’articolo capirete che si tratta di una legge a dir poco “strana”, come se fosse stata creata ad hoc per risollevare le sorti delle società assicurative che operano sul territorio italiano.

I professionisti che fanno parte dei 28 albi nazionali sono circa 1,8 milioni. Per loro ci sarà l’obbligo di avere un’assicurazione Rc che servirà a coprire eventuali danni economici causati a terzi durante lo svolgimento del proprio lavoro.

Il fatto è che le compagnie assicuratrici non sono molto interessate a questo tipo di mercato; probabilmente per loro è poco redditizio, e se ne stanno alla larga senza promuoverlo (come invece accade con le Rc-Auto). Eppure gli agenti di zona delle diverse società vorrebbero poter stipulare più polizze di questo tipo, soprattutto per diversificare un po’ i contratti.

Le possibilità comunque esistono, come spiega Alberto Cacciatori, responsabile ramo Rcg e enti pubblici di Reale Mutua: “Il problema semmai è capire se i prodotti offerti sono davvero allineati alle specifiche esigenze che sono mutate e non sempre trovano adeguata soluzione assicurativa”.

Il Governo italiano, però, pare non essere molto aggiornato su quanto accade in Italia. Infatti già diversi albi hanno stipulato delle convenzioni con alcune grandi società assicurative europee, anche perché la legge li ha obbligati tempo addietro.
Ad esempio i geologi e gli agrotecnici hanno un accordo con il broker Aec, mentre Willis serve Inarcassa che una volta aveva Unipol. La cassa dei notai ha una convenzione con Aig Europe. Invece la Cassa Forense che ha rinnovato e aggiornato la convenzione con Assicurazioni Generali.

Francesco Paperella, presidente dell’Aiba (la principale associazione dei broker) spiega che: “Tra mille incertezze molti ordini si sono già mossi per mettere a punto, attraverso la consulenza dei broker, convenzioni quadro che prevedono un massimale congruo in grado di proteggere il patrimonio del professionista, con garanzie adeguate”.

Esistono anche contratti standard che sono prêt à porter, ovvero adatti a diversi professionisti che non hanno esigenze particolari. Le soluzioni tailor made, invece, sono adatte agli studi associati che svolgono incarichi esterni rispetto alle attività ordinarie.

In un ultimo c’è da precisare una cosa importante: chi non aderirà all’obbligo di stipulare un’assicurazione non verrà sanzionato, ma commetterà “solo” un illecito disciplinare.