Assicurazione scaduta e talloncino da esporre sul vetro



Il talloncino (o contrassegno) dell’assicurazione serve come testimonianza che il proprietario dell’auto ha pagato la polizza Rca; questo va esposto obbligatoriamente all’interno del parabrezza del veicolo. Tale obbligo è imposto dal Codice della Strada che dice anche che per poter circolare con veicoli muniti di motore il guidatore deve avere con sé i seguenti documenti:

  • la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, nonché lo specifico attestato sui requisiti fisici e psichici, qualora ricorrano le ipotesi di cui all’articolo 115, comma 2;
  • la carta di circolazione, il certificato di idoneità tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione, a seconda del tipo di veicolo condotto;
  • l‘autorizzazione per l’esercitazione alla guida per la corrispondente categoria del veicolo in luogo della patente di guida di cui alla lettera b), nonché un documento personale di riconoscimento;
  • il certificato di assicurazione obbligatoria (…) Art. 180 Codice della Strada.

Come detto, il Codice obbliga anche ad esporre il talloncino sul parabrezza; i dettami sono questi:

  • è fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica (obbligo soppresso dalla L. 27 dicembre 1997, n. 449 che ha stabilito che a decorrere dal 1° gennaio 1998 cessano l’obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica, nonché l’obbligo, per i conducenti dei motocicli, di portare con sé il contrassegno stesso), e quello relativo all’assicurazione obbligatoria.
  • i conducenti di motocicli e ciclomotori sono esonerati dall’obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sé i contrassegni stessi.
  • chiunque vìola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25,00 a euro 99,00 art. 181 Codice della strada.

L’art. 22 D.lgs 179 del 18/10/2012 convertito in Legge n. 221 del 17/12/2012, ha modificato il Codice delle Assicurazioni private introducendo l’art. 170-bis con il quale viene escluso il tacito rinnovo delle polizze Rca.

Praticamente le compagnie assicuratrici stipulano contratti Rca di durata annuale che cessano automaticamente a scadenza e non possono essere tacitamente rinnovate (in assenza, cioè, di disdetta da parte dell’assicurato).
Resta comunque l’obbligo della società di assicurazione di inviare un preavviso al proprio cliente almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto ed è anche obbligata e mantenere attiva la copertura assicurativa per 15 giorni oltre la scadenza.

Detto questo, il Ministero dell’Interno ha recentemente emanato la circolare n° 300/A/1319/13/101/20/21/7 con la quale si stabilisce che date le modifiche apportate al Codice delle Assicurazioni con l’art. 170-bis, non è multabile, ai sensi degli artt. 180 e 181 del Codice della strada, chi circola con la documentazione di polizza scaduta o esponendo il vecchio contrassegno, purché questo avvenga nei 15 giorni successivi alla scadenza.

Noi si Assicurazioni DOC teniamo ad aggiungere un’anticipazione che ci è stata fatta da un assicuratore nazionale. Tra meno di 1 anno, l’obbligo di esporre il contrassegno non esisterà più: le forze dell’ordine controlleranno direttamente dal numero di targa se l’auto è assicurata. Questa scelta servirà a risolvere il problema dei contrassegni fasulli.

Assicurazioni per gli alunni a scuola



Abbiamo pensato di scrivere questo articolo per tutti quei genitori che vorrebbero capire meglio il funzionamento dell’assicurazione scolastica, in quanto questo è uno degli aspetti scolastici che spesso conosciamo in situazioni poco simpatiche.

Le polizze scolastiche non sono unificate in tutta Italia, quindi non c’è un protocollo standardizzato dallo Stato per tutte le scuole italiane. Infatti la stipula di un’assicurazione non è obbligatoria per l’Istituto, anche se sono rarissimi quei casi in cui davvero una cosa del genere accade: la sua approvazione deriva da una seduta del Consiglio d’istituto.

Una volta che il Consiglio avrà scelto la società assicuratrice e il contratto proposto, informerà le famiglie del costo per ogni alunno. Trattandosi di situazioni in cui la quantità di persone da assicurare è alta, il costo procapite è sempre molto basso: oggi varia dalle 5,00 alle 10,00 euro.

Spesso, nel momento del pagamento, in alcune scuole si usa chiedere un contributo volontario per l’acquisto di materiale scolastico vario; non entriamo nel merito di questa prassi perché purtroppo fa parte dello scarsissimo interessa che la politica degli ultimi 40 anni ha avuto verso il mondo della scuola statale.

Detto questo, se un genitore vuole sapere cosa è risarcibile da parte dell’assicurazione, deve fare richiesta di informazioni alla segreteria scolastica per avere tutti i dettagli. Noi, però, possiamo dirvi che una buona polizza si riconosce dal fatto che copre diversi incidenti e infortuni (di solito le gite scolastiche hanno un’assicurazione a parte) e se assicura il tragitto casa-scuola-casa.

Un esempio di contratto assicurativo può essere questo, ma le cifre e i danni coperti possono variare anche di molto.

Per ottenere un rimborso, solitamente il genitore deve chiedere in Segreteria il modulo da compilare dettagliatamente e inviare all’assicurazione. Altre volte è la scuola stessa a spedirla.

Come consiglio finale possiamo dirvi di informarvi sempre presso la Segreteria del tipo di assicurazione di cui è dotata la scuola; eventualmente fatevi rilasciare una copia del contratto. Solo in questo modo potreste non avere sorprese nel momento in cui malauguratamente vostro figlio dovesse avere un infortunio scolastico.

Le assicurazioni non vogliono la scatola nera



La nascita del contratto base voluta dal Governo ha scatenato una fortissima reazione da parte delle compagnie assicurative, che hanno innescato polemiche e contestazioni a più non posso.
La maggior parte delle società si dice contraria anche all’installazione della scatola nera, ovvero quel dispositivo elettronico che è in grado di rilevare qualunque movimento del mezzo e, quindi, capace di registrare esattamente la dinamica dell’incidente stradale.

Le compagnie Direct Line e Intesa Sanpaolo propongono da diversi anni l’installazione della scatola nera sul veicolo, ma il problema è che tale scatola diventi un giorno obbligatoria; è questa la preoccupazione delle società assicuratrici.
C’è da dire però che al momento non esiste questa possibilità, in quanto nel decreto non se ne parla. Ma nel resto d’Europa sta diventando già una legge, e negli USA viene installata una scatola nera su ogni veicolo già da un paio d’anni.

Il timore delle assicurazioni è che il costo dell’installazione della scatola nera si vada a ripercuotere sul costo finale della polizza, quindi il premio assicurativo andrebbe ad aumentare anziché diminuire.

Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara Assicurazioni nonché responsabile della commissione Rc Auto Ania, spiega che: “Se tutti gli automobilisti decidessero a favore dell’installazione delle scatole nere il costo per il sistema assicurativo nel suo complesso ammonterebbe a circa 3,1 miliardi, visto che ogni congegno ha un costo d’esercizio di 75 euro l’anno. A Napoli (dove il costo delle polizze auto e il più alto d’Italia), un pareggio dei costi di installazioni si avrebbe se il valore dei rimborsi dei sinistri scendesse del 13% a Napoli, del 131% ad Aosta, e del 26% a Trieste. Una cosa irrealizzabile”.

Francesco Avallone di Federconsumatori, suggerisce che per il momento la legge obblighi i residenti delle zone con più frodi assicurative ad installare la scatola nera. Poi si vedrà per il resto d’Italia.