Assicurazioni connesse: il futuro del settore auto



Costi assicurazioni auto con scatole nereA differenza degli altri mercati il settore Rca riconosce l’importanza della tecnologia digitale e dell’innovazione per lo sviluppo delle assicurazioni del futuro. Le polizze connesse hanno già avuto grande impatto sul settore auto e nei prossimi 12 mesi il trend si prevede in aumento (per confrontare le offerte assicurazioni sfrutta il comparatore di SosTariffe.it).

Sono questi i risultati emersi dall’ Osservatorio Telematics, connected insurance, promosso da Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) in collaborazione con la società di consulenza Bain & Company. Dario Focarelli, Direttore Generale di Ania, spiega come le associazioni di rappresentanza vogliono avere un ruolo attivo nel dibattito sugli effetti delle tecnologie sul comparto assicurativo, specie in Italia, dove la diffusione delle scatole nere ha già visto l’installazione di 4 milioni di dispostivi.

Gli italiani oggi, tendono a ponderare le proprie scelte e a confrontare le proposte Rc auto di diverse compagnie per trovare gli sconti migliori, anche sulle assicurazioni connesse, specie al Sud dove il settore auto Rca è caratterizzato dalla presenza di polizze molto costose.

Dal nome dell’Osservatorio: cosa si intende per “connected insurance”?

Come spiega Focarelli si tratta “dell’evoluzione della selezione e della gestione dei rischi assunti attraverso soluzioni assicurative che prevedono l’utilizzo di sensori per la raccolta dati relativi alla condizione del bene assicurato o di una persona, e della telematica per la trasmissione a distanza e gestione informatica dei dati. Le relative aree di applicazione sono: auto, casa, salute, vita e rischi aziendali”.

I dati dell’Osservatorio

L’iniziativa che studia i trend delle assicurazioni connesse nel settore auto ha visto la partecipazione di imprese che rappresentano circa 2/3 del mercato. Il 65% delle compagnie ritiene che il mercato Rca sia già stato impattato in modo significativo, mentre il 29% crede che il prossimo anno segnerà una significativa evoluzione. Per quel che riguarda le altre aree invece (casa, salute etc etc..) le imprese ritengono che solo fra qualche anno la tecnologia vi entrerà davvero a far parte (45%), e per il 29% non è chiara l’applicabilità e la portata reale del fenomeno.

I benefici delle assicurazioni connesse

Quali vantaggi apporteranno (e in gran parte già apportano) in futuro questo tipo di polizze? Nel settore auto il 66% degli intervistati ritiene che i benefici maggiori riguarderanno una più equa tariffazione, proporzionale al rischio reale. La scatola nera in particolare, permettendo di rilevare il comportamento dell’automobilista, consente di calcolare con maggior precisione le probabilità di sinistro e l’effettiva responsabilità in caso di incidente (l’11% crede che la miglior selezione del rischio aiuta la fidelizzazione del cliente), ma non solo. Le black box assicurazioni connesse indirizzano l’automobilista verso condotte stradali più consapevoli: avvisano in caso di superamento dei limiti di velocità, inviano l’allerta meteo e comprendono il servizio antifurto basato sulla geo-localizzazione. In più, durante la sosta, la scatola nera può inviare messaggi di allerta nel caso si registrino spostamenti del veicolo a motore fermo (ex. In caso di rimozione forzata).

Negli altri settori invece, solo il 29% pensa che i servizi telematici possano costituire un valore aggiunto e impattare sull’attrattiva dei prodotti.

Prezzi Rc auto in calo: il bollettino dell’indagine IPER



Assicurazioni auto prezzi 2016Il 2016 si apre con prezzi Rc auto in calo. Il bollettino statistico dell’indagine IPER dimostra che il premio medio per assicurazione auto nel quarto trimestre 2015 è pari a 439 Euro, diminuito quindi del 2,9% nell’ultimo trimestre del 2015 e del 7,6% rispetto a due anni fa. Rimane la variabilità fra tariffe praticate dalle compagnie di assicurazioni in diverse aree d’Italia (per trovare le polizze più economiche utilizza il comparatore Rc auto di SosTariffe.it) e il divario tra Nord e Sud. Al Meridione -nonostante i prezzi Rc auto in calo– le tariffe restano più alte rispetto alla media, ma la situazione potrebbe cambiare grazie alla vigilanza dell’Ivass sulle compagnie.

La recente riforma delle assicurazioni infatti, prevede che le compagnie debbano praticare sconti nei confronti degli assicurati che installano sulla vettura dispositivi anti-frode come le scatole nere: in tal caso l’Ivass controllerà l’effettivo ribasso del premio. Sempre il bollettino dell’indagine IPER riporta dati interessanti sulla diffusione delle black box: la scatola nera è presente nel 15,8% dei contratti sottoscritti nel quarto trimestre 2015, un dato che conferma il successo di questo strumento anti-frode rispetto alle precedenti annualità (era il 13,6% nel quarto trimestre del 2014 e l’11,2% nel quarto trimestre 2013), specie al Sud.

Il trend è in salita: le province con maggior diffusione del dispositivo sono quelle con costo medio del premio più elevato, ovvero Caserta, Napoli, Salerno, Catania e Reggio Calabria (le percentuali rispetto al totale dei contratti stipulati ammontano rispettivamente al 47, 41, 32, 32 e 30%), il che dimostra una stretta correlazione tra costo dell’assicurazione auto e utilizzo della scatola nera.

La percentuale di contratti con scatola nera è quindi aumentata, su base annuale, di +2,2 punti percentuali; su base trimestrale la variazione è minima (+0,2 punti percentuali). L’utilità delle black box sta nella possibilità per le compagnie di sventare le frodi e per gli assicurati di ottenere tagli sulle tariffe delle polizze.

A quanto ammontano esattamente i pezzi Rc auto in calo?
Dal bollettino dell’indagine IPER emerge che (fermo restando il premio medio a 439 Euro) il 50% degli assicurati paga più di 397 Euro, il 90% paga meno di 679 Euro e solo il 10% paga meno di 247 Euro. In sostanza il divario tra Nord e Sud rimane ma tende a diminuire, così come la diffusione in Italia dei contratti più costosi (è da evidenziare che gli assicurati che pagano premi più elevati hanno beneficiato di una maggior diminuzione dei prezzi). Nel quarto trimestre 2015 ad esempio, lo scarto tra media e mediana ammonta a 42 Euro contro i 47 del quarto trimestre 2014.

Quali sono le province più costose?
Il bollettino dell’indagine IPER, oltre ad evidenziare i prezzi Rc auto in calo, rivela che Firenze, Massa-Carrara, Pistoia e Prato, in Calabria Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria, Taranto in Puglia e le province campane di Napoli e Caserta sono le province in cui le assicurazioni costano di più. Il capoluogo campano tuttavia detiene il premiato del premio medio più elevato, che si attesta a 675 Euro, seguono Prato e Caserta con tariffe medie pari a 621 e 595 Euro. Il quadro generale comunque, dimostra che i prezzi sono scesi in tutte le province, ecco le variazioni annue rivelate dall’osservatorio: −2,9 (Vicenza), −13,6 (Barletta-Andria-Trani), in 79 province la variazione annua del premio è inferiore alla variazione media dell’Italia (−7,6) mentre nelle restanti 31 province, in prevalenza nel Sud della Penisola e in Sicilia, la flessione del prezzo è superiore alla media nazionale.