Polizze vita dormienti caso morte: chi può riscattarle e come



Riscatto assicurazioni vitaNon sono pochi i casi di beneficiari di polizze vita legati all’evento morte di una persona che sono ignari della stessa polizza oppure che lasciano passare troppo tempo, rischiando di perdere la somma che gli spetta a causa della prescrizione.

L’evento luttuoso può porta i familiari del defunto a non interessarsi nell’immediato di eventuali polizze vita stipulate dal proprio congiunto in loro vantaggio. Per questo motivo molte persone non hanno mai potuto beneficiarne realmente e le finalità della polizza sono risultate vane.

Come funzionano le polizze vita: il diritto di riscatto

Con la stipula di un’assicurazione vita, il contraente della polizza garantisce una prestazione economica a favore di determinati beneficiari nel caso in cui si dovesse verificare, nel periodo di validità della polizza, la morte dello stesso contraente o la sua invalidità totale e permanente.

Si tratta di un strumento con cui, normalmente, una persona si preoccupa di garantire una sicurezza economica ai propri congiunti in caso di morte prematura. La durata dell’assicurazione ed il capitale assicurato sono scelti direttamente dal contraente ed il prezzo dell’assicurazione varierà anche in base questi due elementi.

Alla polizza vita base possono essere aggiunti ulteriori servizi e coperture (ad esempio casi di malattia, di incendio, ecc…). A tal proposito confronta le migliori polizze con SosTariffe.it

Al verificarsi dell’evento (es. morte o malattia) i beneficiari maturano il diritto di riscattare il capitale accumulato fino a quel momento, maggiorato dalla rivalutazione. A seconda del prodotto assicurativo scelto, il riscatto può consistere in una rendita a favore dei beneficiari, oppure in una liquidazione in un’unica soluzione.

Ci sono casi in cui il beneficiario può richiedere il riscatto anticipatamente, prima che accada l’evento specifico. Le condizioni contrattuali possono prevedere il decorso di un periodo minimo dalla stipula della polizza o un versamento di un numero minimo di rate prima di poter soddisfare l’eventuale richiesta.

Come richiedere il riscatto in caso di morte

Per ottenere il riscatto in caso di morte per una polizza vita occorre fare una richiesta specifica alla compagnia assicurativa allegando i documenti richiesti, che normalmente sono:

  • certificato di morte dell’assicurato (si richiede all’ufficio anagrafe dell’ultimo Comune di residenza dell’assicurato);
  • certificato medico attestante la causa del decesso;
  • dichiarazione di notorietà in cui si attesta la qualità di beneficiario (in quanto erede o in quanto nominato direttamente dal contratto).

Solitamente le compagnie mettono a disposizione degli specifici moduli per inoltrare la richiesta con l’indicazione specifica dei documenti da allegare.

Polizze dormienti

Polizze vita dormientiVeniamo al nocciolo della questione. Il diritto dei beneficiari di riscattare la somma, in caso di morte, va esercitato entro un periodo predeterminato dalla legge, decorso il quale interviene la prescrizione. Questo periodo inizia a decorrere dal giorno successivo al decesso dell’assicurato.

A causa di diversi interventi legislativi si è generato un po’ di caos e tre discipline diverse da applicarsi a seconda del periodo in cui l’assicurato è deceduto.

Nel caso in cui l’evento morte si sia verificato prima del 27 ottobre 2008, la prescrizione del diritto di riscatto è decennale. Una volta decorsi i 10 anni è facoltà della compagnia decidere se far valere la prescrizione o se rinunciarvi e pagare ugualmente la somma ai beneficiari.

In seguito ad una modifica legislativa, la prescrizione è stata ridotta a soli 2 anni e questo ha riguardato i decessi verificatisi tra il 27 ottobre 2008 e il 19 ottobre 2012. I capitali delle polizze dormienti, non più riscattabili per intervenuta prescrizione biennale, sono stati devoluti al Fondo per le vittime delle frodi finanziarie presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Con un nuovo intervento legislativo il termine di prescrizione è stato riportato a 10 anni per eventi verificatisi a partire dal 20 ottobre 2012. La norma non è retroattiva, quindi non si applica ai casi precedenti a questa data.

Quando si verifica l’evento specifico previsto dalla polizza (morte, infortunio, ecc…), il contratto di norma arriva alla sua cessazione naturale e i beneficiari maturano il diritto di riscattare il capitale. Sono definite polizze dormienti quelle polizze che, dopo il verificarsi dell’evento, non vengono riscattate.

Questo accade perché molto spesso gli stessi beneficiari non ne sono a conoscenza, oppure lasciano trascorrere troppo tempo dal momento della morte dell’assicurato all’inoltro della richiesta delle somme. I più penalizzati sono stati i beneficiari alle prese con la prescrizione biennale (per eventi verificatisi tra il 27 ottobre 2008 e il 19 ottobre 2012). Con l’estensione a 10 anni molti di questi problemi sono stati risolti. Ma resta comunque il rischio che tante persone non vengano mai a sapere di essere beneficiarie di polizze vita.

Nell’ottobre 2016 L’IVASS ha invitato le compagnie ad impegnarsi a contattare i beneficiari per provvedere alla liquidazione. L’intenzione dell’Istituto è quello di formulare una proposta legislativa che favorisca la liquidazione delle polizze vita scadute evitando che le finalità che hanno spinto un cittadino ad assicurarsi vengano vanificate sol perché i beneficiari non ne sono a conoscenza.



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