Categoria: Assicurazioni ALTRI VEICOLI A MOTORE

Coperture assicurative specifiche per veicoli industriali



Le aziende ed i possessori di veicoli destinati ad essere utilizzati per scopi industriali devono stipulare delle polizze assicurative contro i sinistri causati da questi mezzi.
I veicoli industriali sono pertanto tutti quelli che differiscono da auto, moto e natanti, poiché appartengono alla categoria dei mezzi che circolano su strada solo per finalità industriali o commerciali, nello specifico i camion, gli autobus, le macchine operatrici, i trattori, gli autocarri, e i furgoni utilizzati dalle aziende.

Il principio che regola l’assicurazione per veicoli industriali è identico a quello che obbliga i possessori di auto e moto a stipulare una Rc Auto, infatti anche i veicoli industriali devono essere coperti da una polizza di responsabilità civile per la circolazione. Inoltre, devono essere dotati di apposite coperture per gli eventuali danni causati durante l’esecuzione di particolari manovre o procedure lavorative, come ad esempio nel caso del carico e scarico della merce, o nelle ipotesi di addestramento alla guida del personale aziendale.

A differenza della normale Rc Auto, queste coperture assicurative non tutelano direttamente le persone terze che si trovano a bordo del veicolo, per cui mancano le garanzie che consentono di risarcire i danni causati a queste persone, salvo che si tratti di lavoratori che si alternano alla guida del mezzo, oppure di lavoratori addetti al carico e scarico della merce trasportata.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le polizze assicurative prevedono l’inserimento di apposite clausole che garantiscono in ogni circostanza la possibilità di risarcire gli eventuali terzi trasportati.
Nessuna differenza, invece, per quanto riguarda la coperture facoltative, cioè quelle che possono essere aggiunte alla Rc Auto pagando un sovrappremio (furto e incendio, kasko, eventi atmosferici, ecc.).

Frequentemente i veicoli industriali vengono impiegati per il trasporto di merci per conto di altre aziende o persone (trasporto conto terzi), per cui è necessario che questi mezzi aziendali siano forniti di assicurazioni per il carico trasportato. Tali polizze contengono dei massimali variabili che vengono stabiliti in percentuale e che si basano sulla responsabilità civile vettoriale oppure su quella avente conto dell’interesse.
La prima si riferisce alla merce che subisce dei danni in seguito a colpa del conducente, e non può essere stipulata quando i beni trasportati sono considerati preziosi o di elevato valore, incluso il trasporto di automobili e animali. Per queste categorie di beni esistono infatti le polizze denominate “avente conto dell’interesse”, con le quali assicurare le merci anche se il danno non dipende direttamente dal comportamento del conducente, ma deriva da cause esterne come il furto, l’incendio e la rapina.



Assicurazione per barche, motoscafi, gommoni, e natanti in genere



Il codice della strada stabilisce che anche i proprietari di natanti debbano possedere un’assicurazione per la responsabilità civile. In base a questa norma, quindi, l’obbligo di ricorrere ad una copertura assicurativa per la circolazione con un mezzo a motore, non spetta soltanto a chi utilizza delle auto o delle moto, ma anche a chi possiede mezzi idonei per la navigazione.

Per natante si intende qualsiasi imbarcazione a motore, a vela o a remi in grado di navigare sulle acque dei mari, laghi e fiumi, ma l’obbligo di stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile appartiene solamente ai proprietari dei mezzi a motore, e vale sia quando essi sono in movimento sia quando sono ormeggiati nei porti, per gli eventuali danni che possono arrecare ad altre imbarcazioni o alle strutture fisse o mobili. Spesso infatti si verifica che a seguito dell’alta marea le imbarcazioni tra di loro possono scontrarsi e di conseguenza provocare dei danneggiamenti alle barche circostanti.
Per legge i natanti a motore che necessitano di assicurazione per la navigazione sono quelle definite “ad uso privato”, cioè quelle che hanno un motore con massimo 3 CV di potenza.

Come per la Rc Auto, anche le assicurazioni natanti possono prevedere dei casi di rivalsa da parte della compagnia assicuratrice nei confronti dell’assicurato. In alcuni casi, infatti, la Compagnia può evitare di pagare il risarcimento come avviene per le assicurazioni dei veicoli stradali (ad esempio: guida in stato di ubriachezza). In tali ipotesi, le clausole contrattuali possono aggiungere ulteriori condizioni di rivalsa: guida del natante da persona non abilitata o senza la presenza di un istruttore; natante non idoneo al trasporto di persone.
Un ulteriore motivo di rivalsa può essere esercitato dalla società di assicurazione quando l’imbarcazione ha preso parte ad una competizione sportiva o quando l’incidente si è verificato perché chi lo guidava ha agito con l’intenzione di causarlo (dolo).

Come per le auto, anche per i natanti sono previste delle coperture facoltative che consentono all’assicurato di avere una maggiore tutela contro eventi che non dipendono dalla guida del contraente o di un altro conducente, come ad esempio nel caso della polizza furto e incendio, oppure garanzie ancora più specifiche come quelle che prevedono un indennizzo in caso di eventi eccezionali dovuti all’abbandono dell’imbarcazione a causa di pericolo grave ed imminente.



Assicurazione per le gare e le competizioni sportive



Per legge tutte le competizioni sportive, incluse le corse alla guida di auto o moto non possono essere disputate senza una copertura assicurativa. E’ però indispensabile, affinché possa essere consentita una manifestazione di questi eventi sportivi, che l’autorità pubblica locale rilasci un’apposita autorizzazione, la quale non può venire concessa all’organizzatore della competizione se questi non dimostra di aver stipulato preventivamente un’assicurazione per la responsabilità civile, indipendentemente dal fatto che il percorso della gara includa strade pubbliche o circuiti privati.

I rischi coperti da queste polizze includono tutti quelli che possono derivare dalla normale circolazione, quindi i danni a persone cose o animali, con la sola esclusione dei danni provocati ai piloti stessi o ai mezzi guidati in gara. In questo settore vige la regola dell’assunzione del rischio personale, cioè i partecipanti sono consapevoli che gli organizzatori sono esonerati da qualsiasi responsabilità che riguarda i piloti ed i veicoli da competizione.
Al partecipante è data però la possibilità di stipulare autonomamente una polizza per tutelarsi contro i possibili danni che può provocare con colpa a terze persone, come ad esempio al veicolo di uno spettatore estraneo alla gara, ma non quello di un altro partecipante. Solo nel primo caso la compagnia assicuratrice risarcirà la controparte dopo aver dimostrato che la guida dell’assicurato è stata imprudente o distratta, mentre per l’avversario della competizione non è previsto nessun indennizzo.
La responsabilità per l’ottenimento del risarcimento deve essere deve essere accertata in maniera differente a seconda che si tratti di una gara disputata su una strada aperta al traffico o all’interno di un circuito. La disciplina da applicare è diversa, poiché su strada si presuppone che vi sia una certa pericolosità , per cui viene attribuita tutta la responsabilità a colui che guida un veicolo da competizione. Per quanto riguarda le gare su pista, invece, non essendoci nessuna norma del codice della strada che indichi il comportamento da tenere, i piloti devono osservare soltanto i regolamenti delle competizioni. Da ciò deriva che l’onere della prova della responsabilità di colui che ha provocato l’incidente ricade proprio sul pilota che ha subìto il danno. Solo dimostrando un’effettiva violazione del regolamento della gara unita ad un comportamento di guida colposo sarà possibile ottenere un risarcimento da parte della compagnia assicuratrice.