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Indennizzo in caso di inabilità temporanea

Le assicurazioni sugli infortuni prevedono che in caso di danno fisico o di una malattia possa derivare un’inabilità temporanea.

L’inabilità temporanea è una particolare condizione soggettiva che obbliga momentaneamente a non poter svolgere nessuna attività lavorativa per un limitato periodo di tempo. Rispetto all’invalidità permanente è quindi un danno di minore entità poiché non pregiudica in maniera definitiva le funzionalità fisiche degli assicurati.

Il risarcimento che l’assicurato riceve per aver stipulato una polizza malattia o infortuni, nelle ipotesi di inabilità temporanea, riguarda una somma di denaro corrispondente ad ogni giornata di lavoro persa, cioè la cosiddetta diaria. Generalmente le assicurazioni per gli infortuni contengono delle clausole contrattuali in cui viene fissata una franchigia, cioè il periodo di tempo immediatamente successivo all’infortunio o alla malattia (pochi giorni) durante il quale all’assicurato non viene concesso nessun indennizzo. E’ quindi molto importante non sottovalutare il periodo di operatività della franchigia, poiché chiunque può trascurare questo dettaglio e ritrovarsi a sottoscrivere una copertura assicurativa senza poi aver diritto ad alcun tipo di risarcimento, magari per i primi 10 o 15 giorni di infortunio o malattia. La diaria sarà quindi disponibile dal primo giorno successivo al periodo di franchigia, fino alla fine dei giorni certificati di infortunio. Se invece l’infortunio ha una durata inferiore ai giorni di franchigia alla persona che ha subìto il danno non spetterà nessuna somma di denaro. Alcuni contratti assicurativi prevedono poi l’inserimento di un massimale, che indica la cifra massima che può essere corrisposta all’assicurato per tutto il periodo di inabilità temporanea. E’ consuetudine, da parte delle compagnie assicuratrici, applicare dei massimali di 1 anno, ciò significa che oltre questo limite temporale se l’assicurato non è guarito non potrà più percepire la diaria stabilita.

I maggiori beneficiari delle polizze che prevedono indennizzi per le ipotesi di inabilità temporanea sono sicuramente i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i quali non potendo usufruire dei periodi di assenza per malattia, devono comunque trovare altre forme di tutela del proprio reddito.

Polizze assicurative per i lavoratori: cosa dice la legge

Quando l’Italia fece il primo passo verso l’industrializzazione nacque, nel 1898, l’INAIL, Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro. Il suo compito era, ed è, quello di gestire le assicurazioni in materia di lavoro, che nel nostro paese sono obbligatorie per legge.
La normativa INAIL vigente, si basa su una legge del 30 luglio del 1968: “tutti i lavoratori dipendenti, equiparati o subordinati, sono obbligati all’assicurazione INAIL, calcolata in base alla percentuale di rischio legata al lavoro svolto, e suddivisa nei settori di artigianato, industria, terziario e in quello chiamato “altre attività” che raggruppa tutte le categorie non specificate”.

Esiste, poi, anche una norma che regola la malattia professionale, cioè un evento originato sul posto di lavoro e dannoso per il lavoratore, ma non di natura violenta come l’infortunio.

L’assicurazione INAIL si versa annualmente. Il datore di lavoro corrisponde all’INAIL un premio calcolato moltiplicando un millesimo della retribuzione del lavoratore su base annuale per il tasso di rischio legato a quel lavoro. Ne consegue che più il lavoro è rischioso più alto sarà il premio assicurativo da pagare.
Essendo obbligatorio per legge, anche nel caso in cui il datore di lavoro non versi il premio INAIL, il lavoratore ha sempre diritto al risarcimento da infortunio sul lavoro, e tutte le conseguenze civili e penali ricadranno sul datore di lavoro inadempiente.

Esiste una copertura INAIL, obbligatoria, anche per le casalinghe, a condizione però che l’attività domestica sia esclusiva, si svolga tutti i giorni della settimana, gratuitamente e non in forma subordinata. Il premio assicurativo per le casalinghe è pagato dallo Stato qualora il reddito non superi i 4.648 euro.

Tramite la copertura INAIL, i lavoratori dipendenti sono assicurati sia per i danni di inabilità temporanea (cioè quelli limitati nel tempo e che prevedono un rimborso quotidiano), sia per quelli di invalidità permanente (danno irreversibile calcolato in percentuale e risarcito in una quota unica).
In genere, attraverso l’assicurazione INAIL, il datore di lavoro è coperto dalla responsabilità civile nei confronti del lavoratore ma non da quella penale. In tal caso, la responsabilità civile prevede che il datore di lavoro risarcisca solo se la sentenza diviene definitiva con dichiarazione di colpa.